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Le disfunzioni sessuali femminili

Anestesia sessuale

Il corpo silente

Laura: ha presente l’anestetico? Io ho un corpo anestetizzato al piacere. Il dolore lo sento chiaro, le carezze
mi fanno piacere … ma quando però si vira sul sessuale lo trovo muto.
Terapeuta: lì non parla, non le parla o le parla con il suo essere muto.
Laura: silenzio tombale.
Terapeuta: lo trova nel suo silenzio.
Laura: io dico: c’è qualcuno? Ma non ricevo risposta.
Terapeuta: e non lascia recapito?
Laura: no, neanche una riga, una spiegazione, niente. Il mio compagno ci prova con le stimolazioni, ma io le
sento azioni ansiose e dopo un po’ mi infastidiscono, mi infastidisce la sua insistenza e mi infastidisce la non
risposta del mio corpo, mi riferisco anche alla zona genitale, lui lo percepisce, ci rinuncia e io … mi sento
sollevata. Folle … sollevata da uno che desidera darti piacere! Siamo diventati coccoli per tacito accordo.
Il mio corpo … sembra in preda ad un incantesimo malvagio, un sortilegio che mi ha fatto una strega
cattiva.
Terapeuta: un sortilegio … la formula quale potrebbe essere ..
Laura: tu Laura non conoscerai mai il piacere sessuale, sarà muto, non potrai evocarlo.
Terapeuta: proprio cattiva questa strega.
Laura: e non so cosa le ho fatto, per essere così crudele con me.

Anorgasmia

L’orgasmo che non si presenta

Giovanna: c’è stato un tempo che fantasticavo sull’atto sessuale come possibilità di raggiungere l’orgasmo
con la penetrazione. Me lo immaginavo coinvolgente, un piacere intenso, condiviso. Tutto questo non si è
avverato. Provo piacere, eccitazione ma mi sento distante dall’orgasmo. Lo aspetto, lo scruto, vedo  se
avverto un segnale premonitorio di un suo possibile arrivo, mi dico: dai che è la volta buona, si farà vedere
finalmente … niente, mi da sempre buca. A volte mi si crea la percezione di avvistarne la sagoma in
lontananza … mi dico: è lui, avverto il compagno di cambiare passo nella stimolazione, con il suo pene,
certa che non mi sfuggirà … cambia passo pure lui e la distanza rimane. A me resta l’ennesima delusione e
rassegnazione, perché la speranza di avere un orgasmo, di conoscere cosa si prova a raggiungere l’orgasmo
nella penetrazione si fa sempre più fiacca.
Terapeuta: se fosse un gioco tra lei e l’orgasmo, potrebbe essere: vediamo se riesci a prendermi ...
Giovanna: non c’è gioco … vince sempre lui. A me rimane la delusione, il sentirmi sconfitta.

Vaginismo

Qui non si entra

Emanuela: sono arrabbiata con il mio corpo, con la mia vagina. Io sento la voglia di avere un rapporto
sessuale, lei sembra di parere opposto, non ne vuol sapere. Quando si creano le condizioni per averlo e
l’uomo si avvicina con il suo pene, comincio ad avvertire il mio corpo che si ritira, si irrigidisce e ai tentativi
di penetrazione la mia vagina si rinchiude, si serra e impedisce che entri, lo lascia fuori. Il povero pene dopo
gli inutili tentativi, si deprime e perde l’erezione.
Terapeuta: e la vagina?
Emanuela: si rilassa, si decontrae, come dire: passato pericolo. Si sente sollevata e io mi arrabbio con lei …
Io ne avevo voglia e lei dice: no, non se ne parla.
Terapeuta: non se ne parla ... però con il suo atteggiamento le sta dicendo qualcosa, con il linguaggio del
corpo ...
Emanuela: sembra che abbia paura del pene, di quello che può farle entrando, altrimenti lo lascerebbe
entrare. Non si fida, è sempre sulla difensiva, diffidente ... io cerco di rassicurala ma non mi ascolta. È una
vagina testarda, cocciuta E i peni dopo un po’ lasciano, alzano bandiera bianca, si arrendono, poveretti.
Il ginecologo dice che è vaginismo, che è psicologico … io non la capisco questa vagina, perché si comporti
così e il mio corpo si è alleato con lei, si ritrae pure lui, come dovessero affrontare un nemico.
Terapeuta: l’unione fa la forza.
Emanuela: già, loro pensano di uscirne vincitori e il pene sconfitto ma sono io che ne esco male, sono io che
non riesco ad avere un rapporto penetrativo, questo mi preclude la possibilità di fare sesso nonostante il
mio desiderio di poterlo fare.
(È entrato...no, non è entrato)
Amelia: mi è stato diagnosticato un vaginismo che mi rendeva impossibile la penetrazione. Poi con i
dilatatori di Hegel, così mi hanno detto che si chiamano, sono riuscita ad avere un rapporto sessuale
penetrativo così sospirato e atteso … l’ho avuto solo che non ho avvertito nessuna sensazione di piacere,
non dolore, ma dell’eccitazione, del piacere neanche l’ombra. Non avevo la percezione di avere un pene in
vagina, come non esistesse come sensazione fisica di averlo dentro, un pene fantasma.
Terapeuta: un pene fantasma, immateriale, non corporeo ..
Amelia: sì, prima quando lo tenevo fuori dentro non c’era, fisicamente era fuori, ora che era dentro di me
non avvertivo la sua presenza, il mio corpo non dava e tutt’ora non da segno del suo esserci dentro.
Terapeuta: non crea differenza il dentro e il fuori, come percezione, ora può entrare ma è come non fosse
entrato, per lei, per il suo corpo non è entrato dentro di lei.
Amelia: nego la sua presenza, il suo esserci dentro?
Terapeuta: tu sei entrato ma non sei entrato. Se non ti sento non ci sei.
Amelia: aaah, siamo ancora al no, tu non entri e la cura con i dilatatori non ha tenuto conto di questa
possibilità.
Terapeuta: il dilatatore dilata fa solo quello, il suo compito finisce lì, non tiene conto di altro. Ha una visione
miope e ristretta anche nel progetto: chiudi - apro, penetrazione impossibile-penetrazione possibile.
Amelia: non c’è altro ...
Terapeuta: invece c’è altro e aspetta di essere ascoltato …

Dott. Luciano Marchet
Psicologo a Vicenza


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Dott. Luciano Marchet

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